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Il Parco Nazionale delle Cinque Terre è anche Parco Letterario® Eugenio Montale

11 Dicembre 2015

Da oggi il Parco Nazionale delle Cinque Terre è anche Parco Letterario® Eugenio Montale e delle Cinque Terre. Con questo progetto dell’Ente Parco e del Comune di Monterosso il territorio delle Cinque Terre entra a far parte della rete dei Parchi Letterari® con l’intento di legare la valorizzazione dell’ambiente e del paesaggio alle ispirazioni letterarie che quella natura e quel paesaggio hanno raccontato, favorendo una offerta turistica mirata alla conoscenza dei luoghi e delle tradizioni italiane.

L’iniziativa è stata presentata oggi da Vittorio Alessandro, Presidente Parco Nazionale delle Cinque Terre ed Emanuele Moggia, Sindaco di Monterosso al Mare.
Nel corso della conferenza stampa è stata annunciata l’iniziativa “Piacere Montale, Gente Vino e Rocce delle Cinque Terre”, la tre giorni di incontri, seminari e visite culturali dedicati dal Comune di Monterosso al Mare e dal Parco Nazionale delle Cinque Terre al Premio Nobel e ai luoghi della sua ispirazione, in programma dal 10 al 13 dicembre.

Partendo dal principio che la “cultura non è una merce”, è stato più volte sottolineato quanto il patrimonio culturale italiano sia unico al mondo, una risorsa preziosa, non clonabile, non rinnovabile né delocalizzabile, sulla quale sarebbe colpevole non investire energie, senza per questo arrivare ad una massificazione dell’offerta: non sfruttare il territorio ma bilanciare le necessità dei residenti e dei visitatori per portare benefici ad entrambi.

Istituire un Parco letterario dedicato a Montale in un luogo, le sue Cinque Terre, tra gli esempi più evidenti di quanto l’iterazione tra uomo e ambiente possa generare una bellezza perfetta ma fragile e bisognosa di cure continue, non significa quindi aprire o riscoprire solo dei percorsi letterari o contemplativi, ma contribuire a introdurre il lettore/viaggiatore al rispetto di un ambiente unico.

Se è vero che il paesaggio culturale è oggi al centro dei piani di sviluppo locale, è importante che sia accompagnato nella sua naturale evoluzione da una politica condivisa di riscoperta e recupero dell’ambiente e delle tradizioni che raccontino la storia del territorio e aiutino a conservare l’identità e l’orgoglio di appartenenza delle popolazioni. Da qui i Parchi Letterari che Stanislao Nievo chiamava spazi fisici e mentali, angoli magici, luoghi di autori e poeti ancora presenti nel paesaggio.

L’autore diventa testimonianza dell’evoluzione dell’interazione tra uomo e ambiente e identificazione delle sensibilità locali, delle credenze, delle memorie e delle economie artigianali e agroalimentari. Un panorama che ad un visitatore può sembrare incontaminato, agli occhi di un abitante può rappresentare un libro aperto sul proprio passato, la propria storia, i propri miti.
Il lettore dispone così di una chiave di lettura che stimola la visita di luoghi altrimenti considerati solo per il loro panorama, un viaggio reso reale dall'incontro con personaggi viventi che introducono a un racconto inseparabile dalla località che li ospita.
 

 

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