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Moda ligure a trazione artigiana

21 Luglio 2017

In Liguria quasi 1.300 micro e piccole imprese artigiane del settore, la maggior parte attive nel tessile, abbigliamento e calzature. Grasso (Confartigianato): «Settore di grande eccellenza e tradizione, anche in Liguria, ma continuamente minacciato dal business del falso made in Italy che sottrae lavoro e occupazione alle nostre imprese».

In Liguria la moda è a vocazione artigiana. Secondo gli ultimi dati Istat e Unioncamere-Infocamere, relativi al I trimestre 2017 ed elaborati dall’Ufficio studi Confartigianato, sulle 1.858 imprese attive nel settore, ben 1.270 sono micro e piccole realtà artigiane. Rappresentano il 68,4% del totale, quinta percentuale in Italia: sul territorio nazionale se ne contano oltre 78 mila artigiane su un totale di poco più di 141.500 (55,4%). I numeri più significativi si registrano in Lombardia (circa 13 mila) e Toscana (oltre 14 mila).

La maggior parte delle imprese artigiane liguri del settore moda (636, oltre il 50%) sono attive nel tessile, abbigliamento e calzature (Tac), mentre circa 180 realizzano gioielli e lavorano pietre preziose. Le rimanenti 460 imprese circa sono attive in altri comparti (tra cui occhialeria, attività di design di moda, lavanderie e tintorie, fabbricazione di ombrelli e altri accessori, vestiario di sicurezza). Complessivamente il settore in Liguria occupa 2.148 addetti (ultimo dato disponibile anno 2015).

A livello provinciale Genova risulta il territorio più fertile per questo tipo di impresa, con ben 698 micro e piccole imprese artigiane su un totale di 1.102 (circa 1.400 occupati). Seguono Savona, con 218 realtà artigiane sulle 279 totali (circa 300 gli addetti) e Imperia, con 207 micro e piccole imprese su un totale di 261 (poco più di 200 gli addetti nel settore): come dimostrano i numeri, sono entrambe province ad alta vocazione artigiana, con incidenze che si aggirano sull’80% del totale, tra le più alte d’Italia. Infine, 147 le imprese artigiane di moda alla Spezia, su un dato complessivo di 223 realtà (qui si contano 253 addetti).

«Un settore, quello della moda, di grande eccellenza e tradizione, anche nella nostra regione – commenta Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – ma, allo stesso tempo, tra quelli più esposti alla contraffazione: il falso made in Italy è un danno pesantissimo che sottrae lavoro e business, alle nostre micro imprese artigiane. Per questi mortivi stiamo spingendo per il riconoscimento del “made in” a livello europeo e, a livello regionale, abbiamo realizzato con la Regione Liguria e il sistema camerale il marchio di qualità “Artigiani In Liguria”, teso a valorizzare le nostre produzioni liguri di eccellenza».

A questo proposito, l’export generato dal settore moda vale quasi 61 miliardi in Italia (dato relativo all’anno 2016), ma si calcola che il danno dal mercato del falso sia di quasi 10 miliardi di euro all’anno (in mancate vendite). In Liguria le esportazioni del settore ammontano a 151 milioni di euro, così suddivisi tra le province liguri: quasi 119 milioni di euro a Genova, circa 16,6 milioni nell’imperiese, 8,8 milioni nello spezzino e 7,3 milioni di euro a Savona.

 

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