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ACCETTATE IL CONSIGLIO (7) - La politica? Tutto un magna magna di Massimiliano Lussana

13 Dicembre 2017

In principio, fu la Regione.

Con il capogruppo leghista Alessandro Piana che ha presentato un'interrogazione in cui ha chiesto alla giunta di Giovanni Toti di sostenere la proposta di certificazione IGP per l'aglio di Vessalico, orgoglio della Valle Arroscia, alla luce di un disciplinare approvato da tutti i consigli comunali della zona.

A duettare con Piana, il compagno di partito ed assessore regionale all'Agricoltura Stefano Mai, che ha spiegato che la Regione è assolutamente favorevole all'iniziativa e pronta a dare ogni sostegno all'idea di dare l'Indicazione Geografica Protetta ai preziosissimi spicchi d'aglio, compreso l'aiuto tecnico, riprendendo un iter rallentato fra il 2010 e il 2011.

A distanza di dieci giorni e trecento metri è toccato poi al Comune approvare all'unanimità, con 36 voti favorevoli su 36 presenti, una mozione sui trattati di libero scambio CETA presentata dai leghisti Lorella Fontana, capogruppo; Francesca Corso, una sorta di splendida Che Guevara del gruppo del Carroccio in Comune, dura senza mai perdere la tenerezza e la sensibilità; Fabio Ariotti, il più amato dalle donne del Ponente, il postino che suona e torna sempre due volte; Federico Bertorello, Luca Remuzzi, Maria Rosa Rossetti, Maurizio Amorfini e Davide Rossi, dal capogruppo degli arancioni di Vince Genova Stefano Costa e dal numero uno di Fratelli d'Italia Alberto Campanella, in cui si impegnano sindaco e giunta "ad intraprendere nelle sedi competenti ogni opera di pressione affinchè vengano respinti i trattati di libero scambio, qualora gli stessi costituiscano un vulnus nei confronti delle eccellenze agricole e alimentari della Liguria".

Un trattato, il CETA, approvato dal Parlamento europeo, contro cui hanno fatto una dura battaglia l'eurodeputato eletto nel Nord-Ovest Angelo Ciocca, insieme agli altri leghisti, ma anche esponenti di altri partiti, compresi alcuni piddini liguri, in controtendenza rispetto al resto del gruppo Democratico a Strasburgo e Bruxelles.

E, dopo la Regione, che già si era data da fare per lottare contro il Trattato. ora tocca al Comune, con riferimento in particolare ad una serie di prodotti, alcuni dei quali da sempre protetti da Confartigianato Liguria, che non ha mai dimenticato nemmeno le produzioni alimentari.

Per la precisione, per quanto riguarda la Liguria, i prodotti in questione sono alcuni DOP come l'extravergine di oliva "Riviera Ligure" e il basilico genovese; alcuni prodotti IGP come le acciughe sotto sale del Mar Ligure e la Focaccia con il formaggio di Recco e i vini a denominazione di origine

controllata: il rossese di Dolceacqua, lo sciacchetrà delle Cinque Terre; il Riviera Ligure di Ponente; il Colli di Luni; il Colline di Levanto; il golfo del Tigullio-Portofino; il Val Polcevera e l'ormeasco di Pornassio.

Insomma, di fronte a questi prodotti a rischio, tutti hanno votato la mozione del Carroccio, degli arancioni e dei fratellini d'Italia.

Quando si dice che la politica "è tutto un magna magna".

Ma, stavolta, è il più bello dei complimenti.

 

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