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ACCETTATE IL CONSIGLIO (12) - Quei gruppetti che non fanno gruppo di Massimiliano Lussana

28 Dicembre 2017

Ormai, i movimenti, i cambi di nome e di gruppo e le novità sono quotidiane.

E quindi, sul serio, Accettate il Consiglio, seguiteci e non rischiate di perdervi nella geografia parlamentare.

Quindi, partiamo dai Verdi: vi abbiamo raccontato nelle scorse settimane che erano rinati, come la Fenice, per l'ennesima volta: dopo che il Sole che ride era stato riacceso a Palazzo Madama dagli ex grillini Bartolomeo Pepe e Paola De Pin e poi loro se ne erano andati, ma allora era arrivata un'altra ex pentastellata, la genovese Cristina De Pietro, ma poi lei da Verde si è fatta azzurra di Forza Italia e però era arrivato a rappresentare ufficialmente la Federazione dei Verdi in Parlamento l'ex socialista Enrico Buemi, che però ora è tornato socialista. Quindi, di nuovo, sole spento.

Oppure l'Edera repubblicana, che era risorta avvinta ai seguaci dell'ex sindaco di Verona Flavio Tosi nel minigruppo della Camera Fare!-Partito repubblicano italiano. Ora Tosi è andato nella quarta gamba di "Noi con l'Italia" e quindi niente più Pri e niente più Edera. Non c'è nulla da Fare!

Letteralmente.

O, ancora, proprio "Noi con l'Italia", la quarta gamba del centrodestra: al Senato, il primo giorno, ancora nessuno dei soci fondatori aveva cambiato nome al gruppo. Alla Camera, Maurizio Lupi, che è il coordinatore del nuovo soggetto, aveva già trasformato il suo Alternativa Popolare-Centristi per l'Europa-NCD aggiungendo "Noi con l'Italia", mentre un altro socio fondatore, Saverio Romano, ha ribattezzato immediatamente il suo gruppo "Noi con l'Italia-Scelta civica per l'Italia-MAIE".

Il presidente del partito Raffaele Fitto, invece, al momento in cui scriviamo, non ha ancora cambiato il nome delle sue componenti parlamentari, ma come sempre il suo proconsole in Liguria Armando Ezio Capurro è stato efficientissimo, più fittiano di Fitto. E, da subito, il gruppo consiliare del Comune di Genova, con il capogruppo Franco De Benedictis e l’assessore Arianna Viscogliosi, i gruppi dei Municipi genovesi Levante, Medio Levante e Centro Est, i gruppi consiliari di Rapallo, Avegno e l’assessore recchese Giuseppe Rotunno si chiamano "Noi con l'Italia".

Chiude, ma certamente solo per ora, questo viaggio nella geografia parlamentare il caso di "Liberi e Uguali con Pietro Grasso", il nuovo partito al cui gruppo parlamentare peraltro Grasso non ha ancora aderito.

Qui, i gruppi sono addirittura sdoppiati: a Palazzo Madama c'è "Articolo 1-Movimento democratico e progressista-Liberi e Uguali", ma anche, nel misto, la componente "Sinistra Italiana-Sinistra Ecologia Libertà-Liberi e Uguali". A Montecitorio, Articolo 1, eccetera eccetera ha lo stesso nome, mentre ai tre nomi del secondo gruppo di "Liberi e Uguali", quello che fa capo alla componente di Sinistra Italiana e di Nicola Fratoianni, si aggiunge anche "Possibile" di Pippo Civati e del genovese Luca Pastorino, da Bogliasco con furore. Un partito, due gruppi.

Peraltro "Possibile" è un ottimo nome per raccontare tutta questa storia di toponomastica parlamentare.

A Montecitorio e Palazzo Madama tutto è possibile, anche con la minuscola.

Fino al prossimo cambio di gruppo e nome.

Eternamente il penultimo, per definizione.

 

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