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ACCETTATE IL CONSIGLIO (15) - I quattro parlamentari diventati onorevoli a camere sciolte di Massimiliano Lussana

14 Gennaio 2018

E' stata una legislatura, quella che sta finendo, contrassegnata da un fortissimo turn over: tanti dimissionari; tanti deputati e senatori eletti a Strasburgo, o al Consiglio superiore della magistratura o a consiglieri regionali o a sindaci di grandi città, e quindi incompatibili; due casi di decadenza per condanne penali definitive; qualcuno scomparso...

E, quindi, alla Camera - in questi quattro anni e nove mesi - se ne sono andati in quaranta e altrettanti sono arrivati (in due casi, quello del leghista Andrea Gibelli e del piddino Giovanni Lolli, gli stessi subentrati hanno lasciato il posto ad altri ancora, Gibelli addirittura è stato deputato per un giorno solo in questa legislatura), mentre al Senato, complice il meccanismo dei senatori a vita, in cui i subentri non sono così matematici, se ne sono andati in venti e sta arrivando il ventunesimo.

Alla Camera, fra gli altri, se ne sono andati il leader leghista Matteo Salvini, che ha immediatamente optato per l'Europarlamento, ed Enrico Letta, ex presidente del Consiglio, che si è dimesso con molta dignità per andare ad insegnare a Parigi dopo lo sgarbo di Renzi ai suoi danni e può essere ritenuto a tutti gli effetti una "riserva della Repubblica".

Al Senato, fra gli altri, si è dimesso l'ex sindaco di Roma, nato a Genova, Ignazio Marino; è stato dichiarato decaduto per la condanna in Cassazione Silvio Berlusconi; sono deceduti in corso di legislatura i senatori a vita Giulio Andreotti, Emilio Colombo, Claudio Abbado, a pochi mesi dalla sua nomina, e Carlo Azeglio Ciampi, mentre fra i nuovi ingressi, ci sono i senatori a vita: lo stesso maestro Abbado, la scienziata Elena Cattaneo, l'architetto genovese Renzo Piano, il fisico Carlo Rubbia e l'ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

A un certo punto, il 20 aprile dello scorso anno, un genovese e liberale doc, Roberto Cassinelli, subentrò all'ex direttore del Tg1 Augusto Minzolini, eletto in Liguria, di cui il Senato accolse le dimissioni.

E sembrava che potesse essere l'ultimo parlamentare della legislatura.

Illusione: perchè, dopo Cassinelli, il 19 settembre il piddino Vincenzo Cuomo, sindaco di Portici, e quindi incompatibile, ha lasciato il suo posto a Palazzo Madama a Lucia Esposito.

E il 22 novembre il piddino Alessandro Bratti, eletto presidente dell'Ispra, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ruolo incompatibile con quello di parlamentare, ha aperto le porte di Montecitorio alla sua compagna di partito Veronica Zanetti.

Ma nemmeno lei è stata l'ultima deputata della legislatura.

Perchè il 22 dicembre, Filippo Piccone, eletto nella lista del Pdl per la Camera in Abruzzo e iscritto al gruppo di Alternativa Popolare-Centristi per l'Europa-Ncd-Noi con l'Italia, ha lasciato il posto al primo dei non eletti e Massimo Verrecchia è stato proclamato deputato, anche se le sedute "vere" erano già finite. Anche Verrecchia è finito fra gli ennecidini, i seguaci di Maurizio Lupi e di Noi con l'Italia.

E, negli stessi giorni, la morte drammatica in un incidente stradale di Altero Matteoli ha portato Franco Mugnai a rimettere i suoi polpastrelli sui banchi di Palazzo Madama, sia pure per un paio di sedute, pure lui come l'ex ministro fra i banchi di Forza Italia.

Ma nemmeno Verrecchia e Mugnai erano gli ultimi della lista.

Perchè, il 23 dicembre, nell'ultima seduta dell'anno, il presidente del Senato ha annunciato le dimissioni di Giuseppe Compagnone, eletto deputato regionale siciliano e quindi incompatibile.

Al posto suo è entrato Mario D'Apuzzo, che già era stato ad un passo dall'ingresso a Palazzo Madama quando sembrava che il ruolo di presidente nazionale dei biologi fosse incompatibile e imponesse a Vincenzo D'Anna di lasciargli il posto.

Non è andata così e D'Apuzzo è stato proclamato senatore il 9 gennaio, in una seduta dedicata semplicemente e solamente a "comunicazioni del presidente".

D'Apuzzo ha aderito al gruppo dei verdiniani, che si chiamavano Ala-Alleanza liberalpopolare-Autonomie, ma che proprio a legislatura sciolta hanno resuscitato anche l'Edera repubblicana che, come avevamo raccontato, si era di nuovo arrampicata in Parlamento grazie all'accordo con Fare! di Flavio Tosi, ma era seccata dopo che Tosi era entrato in Noi con l'Italia.

Ora il gruppo si chiama Ala-Alleanza Liberalpopolare-PRI-Partito Repubblicano Italiano.

E non era ancora finita, perchè, sempre il 9 gennaio, alla Camera, Claudio Fava, eletto con Sel, ha comunicato di optare pure lui per l'Assemblea regionale siciliana, lasciando spazio alla prima dei non eletti vendoliana che è Valentina La Terza La Terza di nome, ma la quarta a diventare parlamentare in extremis.

A legislatura sciolta.

Ma, finalmente, pure loro onorevoli e senatori.

 

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