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ACCETTATE IL CONSIGLIO (16) - A Levante, dove tutti si candidano, ma pochi vogliono essere eletti di Massimiliano Lussana

17 Gennaio 2018

Dev'essere l'aria del Levante cittadino, dev'essere il microclima dell'area che va da Sturla a Quarto dei Mille, da Quartara a Bagnara, da Quinto al Mare a Nervi, da Borgoratti a Sant'Ilario, da Bavari ad Apparizione, fino a San Desiderio, al Monte Moro e al Monte Fasce.

Nella scorsa legislatura, quando il presidente Nerio Farinelli era di centrosinistra, nella lista di Enrico Musso ci fu un turn-over vorticoso.

Ma anche ora che il presidente Francescantonio Carleo è di centrodestra, cambiando l'ordine delle coalizioni e delle liste terzopoliste, il risultato non cambia.

Come in una proprietà transitiva delle surroghe, che ha al centro il MoVimento Cinque Stelle.

I pentastellati, come tutte le forze vitali, sono in una fase di crescita tumultuosa, con l'ingresso di energie fresche e nuove, anche con profili diversi da quelli che siamo stati abituati a conoscere fino ad ora:

Tiziana Beghin all'Europarlamento, Simone Valente alla Camera, Luca Pirondini o Fabio Ceraudo in Comune raccontano un clima di mitezza possibile, senza scalfire i principi del MoVimento.

Insomma, i grillini sono in una fase adolescenziale e di crescita.

E si vede bene nel Municipio Levante, dove dei tre eletti presenti nella prima seduta a luglio, solo uno, Antonio Oliveri, è rimasto nel parlamentino.

La prima a salutare la compagnia, dopo tre mesi, è stata Leonilde Segalerba, che ha lasciato il suo posto a Gilberto Repetto, primo dei non eletti.

Poi, è toccato a Roberto Gino Lanini, che era il candidato presidente del MoVimento per il Levante, che ha lasciato il Municipio.

Ma, anche in questo caso, non tutto è stato così semplice: perchè il primo dei non eletti (in realtà, il secondo, visto che il primo era Repetto già subentrato)  Aldo Luciano Costa ha fatto pervenire la sua dichiarazione di rinuncia al mandato.

E così è toccato a Stefania Giovinazzo.

Almeno fino alle prossime dimissioni e alla prossima surroga.

Il che pare curioso per chi, sei mesi fa, ha battagliato per essere votato e per prendere le preferenze.

Ma, certo, i pentastellati del Levante non potranno essere accusati di essere attaccati alla poltrona.

 

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