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Accettate il Consiglio (29) - Emendamenti e ordini del giorno, il bilancio e la bilancia/1 di Massimiliano Lussana

04 Marzo 2018

Quando sono tornato a casa, la scorsa settimana, dalla prima delle due sedute del Consiglio comunale dedicate alle discussioni sul bilancio - la seconda, in realtà saltata per la mancanza del numero legale, con presenti solo diciotto consiglieri di maggioranza più Paolo Putti di Chiamami Genova e addirittura la giustificazione scritta su carta intestata dell'ufficio stampa del Consiglio comunale per Guido Grillo, consigliere azzurro ricoverato al Galliera - per curiosità ho messo i tre faldoni con i documenti di seduta, gli emendamenti e gli ordini del giorno sulla bilancia della cucina, quella di precisione, e il peso registrato è stato di un chilo e novantadue grammi.

Quei due grammi eccedenti frutto probabilmente del foglio A4 con l'ordine del giorno "classico" delle due sedute del 27 e 28 febbraio.

Ora, al di là del fatto del contributo alla deforestazione dell'Amazzonia per stampare, fotocopiare e fascicolare tutta questa roba, vale la pena di soffermarsi sulla tipologia dei documenti.

E, esattamente come le sedute - peraltro almeno tre a questo punto - anche le nostre rubriche raddoppieranno e gemmeranno.

A partire proprio dal "capitolo Guido Grillo", il consigliere con la giustificazione: le decine di ordini del giorno dell'attivissimo consigliere comunale di Forza Italia che ha riportato tutto il programma triennale delle opere pubbliche chiedendo la tempistica di ogni realizzazione ed ha anche riproposto tutte le sue mozioni e i suoi documenti delle passate consiliature comunali, con tanto di verbali delle votazioni allegati, in modo che fosse immediatamente dimostrato "per tabulas" che quei solenni documenti approvati nelle varie tornate amministrative di Beppe Pericu, Marta Vincenzi e Marco Doria erano rimasti regolarmente e rigorosamente lettera morta. E Grillo, che non fa sconti a nessuno, li ripropone pari pari ai Bucci-boys.

Poi, c'è una sorta di Grillo 2.0, che è il consigliere comunale della Lista Crivello Enrico Pignone, anche lui puntualissimo e precisissimo, uomo di cortesia rara e squisita, che si occupa di ogni sfumatura del bilancio: ad esempio, a Palazzo Fieschi di via Sestri, che è anche un immobile vincolato, esattamente come alla biblioteca di villa Bickley di via Cervetto, gli piacerebbe vedere da un lato l'ultimazione delle persiane in legno e dall'altro la manutenzione delle stesse persiane; mentre alla scuola Ferrero di via Cervetto gli piacerebbe la sostituzione degli infissi in legno e alla scuola Volta di via Cornigliano sogna l'"ultimazione della sostituzione delle finestre in legno", ultimando così l'intera gamma dei manufatti in legno.

Ma Pignone, attento a ogni materiale, più puntuale di un'impresa edile nelle sue osservazioni - roba che se lo tengono d'occhio quelli di Confartigianato, Luca Costi e Giancarlo Grasso, lo ingaggiano subito e il pur bravissimo Vito Mangano può cominciare a tremare - si prende cura anche del rifacimento della copertura dell'asilo Guido Rossa-Castello Raggio di via Gattorno, che il consigliere crivelliano ed ex capogruppo doriano sogna in "abbadini d'ardesia".

C'è poi un apposito capitolo sul linoleum, per cui si ipotizza la sostituzione totale della pavimentazione della scuola Pezzani di via Sant'Alberto e anche la sostituzione dello stesso materiale - evidentemente troppo vintage e troppo anni Settanta - nella palestra della scuola San Giovanni Battista di via Andrea del Sarto.

Mica finita, perchè sono sempre a firma Pignone gli emendamenti su una grotta, che danno anche un tono avventuroso al consiglio comunale: la messa in sicurezza della scarpata e della grotta esistente nel parco scolastico di Villa Parodi in via Vado, per il quale sono stati protocollati addirittura due documenti uguali P67E28 e P67E29.

E piace pensare, poeticamente, che i due emendamenti identici di Pignone - che è anche laureato in lettere - siano una citazione dotta e subliminale del mito della caverna di Platone, con la scoperta della realtà spesso nascosta.

Poi, probabilmente, non c'è alcuna citazione e si parla davvero "solo" della grotta del parco di Villa Parodi in via Vado 39 e l'emendamento è stato protocollato due volte per un mero errore materiale degli uffici.

Ma aver sognato di aver fatto poesia e filosofia a Tursi è stato comunque bello.

 

 

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