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Accettate il Consiglio (56) - La De.Co., nuova frontiera della tipicità di Massimiliano Lussana

06 Giugno 2018

Tecnicamente e burocraticamente, si chiama proposta di legge regionale numero 188 ed è firmata dai consiglieri regionali del Carroccio Alessandro Piana, Alessandro Puggioni, Franco Senarega, Giovanni De Paoli e Stefania Pucciarelli.

Già un primo effetto ce l'ha avuto: una firmataria, Stefania Pucciarelli, è stata "promossa" senatrice.

Un altro, il primo firmatario ed ideatore della proposta, Alessandro Piana, è diventato presidente del Consiglio regionale, avendo anche l'intuizione di prendere come più stretta collaboratrice Francesca Corso che è una delle migliori espressioni della Lega alle nostre latitudini, una stakanovista del piacere di fare politica e di farla con passione.

Insomma, già così la legge che istituisce la Denominazione Comunale (De. Co.), avrebbe portato bene.

Nonostante quel nome, De.Co. che sa un po' di discount.

Si tratta di un’attestazione che lega una produzione al luogo storico di origine e riguarda prodotti agroalimentari, gastronomici, ricette, produzioni dell’artigianato locale, ma anche feste, fiere, sagre oppure tecniche di coltivazione, allevamento o di pesca caratteristiche del territorio.

«Scopo di questa iniziativa legislativa – spiega Piana - è fornire uno strumento di salvaguardia delle produzioni locali e promuovere le specificità del territorio ligure. Questo progetto rappresenta lo strumento con cui una comunità può tutelare le proprie tradizioni e, contemporaneamente, innescare un processo di sviluppo territoriale ecosostenibile. La certificazione De.Co. sulle produzioni locali consente di recuperare la memoria storica e le tradizioni di un luogo, che vanno considerate determinanti per il senso civico di appartenenza e per ritenere la conservazione eco-ambientale il mezzo necessario per la crescita dell’intero sistema socio-territoriale».

Dal punto di vista tecnico, la legge prevede l’istituzione delle Denominazioni comunali "come strumento per promuovere la salvaguardia delle produzioni agroalimentari, enogastronomiche e della biodiversità, la difesa della storia, delle tradizioni e dei saperi locali e la promozione delle specificità storico-culturali del territorio".

I Comuni possono istituire le De.Co,che sono attestazioniapprovate con una delibera comunale contrassegnata dal sindaco.Viene istituito il Registro regionale dei prodotti De.Co. nel quale vengonoiscritti i prodotti tipici agroalimentari di ogni Comune, che abbiano ottenuto laDe.Co., e i soggetti privati e giuridici che effettuano le produzioni tradizionali. Lalegge prevede anche il Regolamento di iscrizione al registro regionaleDe.Co., che rappresenta il riferimento orientativo per i Comuni in modo darealizzare procedure omogenee nell’attribuzione della Denominazione, conspecifiche prescrizioni per inserire i Comuni e le De.Co. nel relativo registroregionale. I prodotti agroalimentari sono definiti “tradizionali” se la lavorazione ela conservazione risultano consolidati nel tempo e omogenei per tutto il territoriointeressato per almeno venticinqueanni e verranno archiviati in un “Atlante regionale”che indica le zone e le tecniche di produzione. La legge prevede inoltrel’istituzione del Registro regionale dei Comuni con prodotti De.Co. che sarà identificato con un apposito logo e un Regolamento per l’iscrizione al registro.

E, in tema di De Ferrari 4.0, non poteva mancare un aspetto digitale: la Regione dovrà assicurare alle produzioni De.Co. visibilità attivando un’azione di divulgazione anche sulla piattaforma digitale.

Festeggia anche il relatore Alessandro Puggioni: "Durante la riunione della III Commissione Attività produttive ho illustrato il nostro provvedimento e gli emendamenti che ho recepito su richiesta di Confartigianato e Consiglio delle Autonomie Locali, che erano sostanzialmente di natura tecnica e formale. Pertanto, l’impianto complessivo della nuova legge, che auspichiamo di approvare al più presto, è rimasto quello originario. La De.Co. è un’attestazione che lega un prodotto o una produzione al luogo storico di origine e, al tempo stesso, costituisce un certificato, contrassegnato dal Sindaco, che acquista un forte e significativo valore identitario per una comunità. Attraverso l’istituzione della De.Co. ogni Comune, mediante una procedura semplice e lineare, può conseguire importanti obiettivi socio-economici, come il rilancio e la valorizzazione della produzione agroalimentare ed enogastronomica, la promozione del territorio, la salvaguardia del patrimonio culturale e delle tradizioni locali a difesa dai processi di globalizzazione, purtroppo uniformanti anche nel gusto e nell’alimentazione. Il progetto De.Co. e l’istituzione del nuovo Registro regionale, che ne potenzia gli effetti, rappresentano quindi uno strumento efficace per tutelare le proprie tradizioni e innescare un processo di sviluppo territoriale ecosostenibile. Ai fini dell’iscrizione nel Registro sarà necessaria un’apposita istanza, corredata da adeguata documentazione, che evidenzi le caratteristiche del prodotto, con particolare riferimento a quelle analitiche ed inerenti il processo di produzione”.

Insomma, quasi ci siamo.

Ora manca solo il passaggio in aula, ma il provvedimento sulla De.Co. pare destinato a passare con un'ampia maggioranza.

Pare che Luca Costi e Giancarlo Grasso si stiano già attrezzando per far assegnare il marchio a Giampy Badino, a Marinella e a tutta loro squadra.

 

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