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Accettate il consiglio (67) - Dal pallone al ballon di Massimiliano Lussana

15 Luglio 2018

Atto primo, scena prima.

Un mesetto fa.

La capogruppo della Lega in Comune Lorella Fontana, quasi una macchina da guerra della segnalazione dei problemi del Ponente cittadino, presenta un'interrogazione urgente sul fatto che "piazza Tazzoli a Sestri Ponente e piazza Cristoforis e a Prà sono unite da un comune denominatore, il gioco del pallone in piazza, che crea problemi di convivenza e danni alle attività commerciali" chiedendo "le eventuali soluzioni della Giunta".

Le risponde il suo amico, collega di partito ed assessore Stefano Garassino: "E’ bello vedere i bambini che giocano. Certamente va fatto in maniera più educata, in modo da non danneggiare o dare disturbo a chi frequenta le piazze in questione o qualsiasi altra zona pubblica della città".

Atto primo, scena seconda.

Martedì scorso. Marta Brusoni, attivissima consigliera arancione della giunta Bucci chiede notizie sul "gioco della palla in piazza Martinez e, più in generale, nelle piazze pubbliche".

Sostiene Marta: "Premesso che in piazza Martinez, in conseguenza del gioco della palla, attività che oramai è divenuta una consuetudine, si sono già verificati diversi incidenti che hanno coinvolto motociclisti in transito" e "tenuto conto del fatto che, in base ai dati in mio possesso, il presidente del Municipio Massimo Ferrante aveva chiesto un maggiore controllo da parte della Polizia Municipale, cosa che non sembra aver però sortito gli effetti desiderati". E chiede a Sindaco e Giunta "di valutare l'opportunità di installare una segnaletica indicante il divieto di gioco della palla, oppure una rete a protezione della parte di piazza, sul lato della chiesa".

E anche stavolta a fare la parte del poliziotto buono, lo sceriffo dei film western dove vincono i bravi è stato Stefano Garassino: "Ricordo che Genova è “Città amica dei bambini e delle bambine” e ha tolto dal regolamento di polizia urbana il divieto di giocare a palla, come indicato nella Convenzione Onu dei Diritti del Fanciullo del 1989 che “vieta di vietare il gioco della palla”. Per quanto riguarda piazza Martinez è stata completamente riqualificata nel passato ciclo amministrativo e una parte è stata destinata al libero gioco dei ragazzi. Nel piano di recupero dell’area dell’ex Mercato Ortofrutticolo è previsto che vengano realizzati dei campetti polivalenti, nel frattempo il presidente del Municipio ha richiesto un maggior controllo della piazza da parte della Polizia Locale perché si giochi in maniera educata e consapevole".

Atto secondo, scena unica e trionfo finale.

E per un leghista che sdogana il gioco della palla, ce n'è uno che difende il balon - descritto splendidamente da Alessandro Baricco in uno dei suoi Barnum - e i suoi derivati.

Per la precisione, si tratta il presidente del Consiglio regionale Alessandro Piana, abituato a tutelare le cose belle, rare e preziose, come dimostra la scelta come sua più diretta collaboratrice di Francesca Corso, quasi una dea greca del Carroccio genovese, secondo una splendida definizione della Lorella Fontana di cui sopra.

In che consiste la proposta di Piana?

"Pallonetto elastico (balètta) e fronton nell’Elenco delle discipline sportive di tradizione ligure previsto dal Testo unico della normativa regionale in materia di sport, al pari di bocce e pétanque, canotaggio a sedile fisso e mobile, pallanuoto, pallapugno e vela".

Provvedimento annunciato in un precedente "Accettate il consiglio" e ora approvato in commissione.

“Ringrazio il presidente di Commissione e i consiglieri commissari –spiega Piana – per avere portato avanti la mia proposta di legge. Finalmente, a buon diritto, queste discipline sportive entreranno a far parte dell’Elenco regionale.Per entrambe si tratta della sopravvivenza, in aree fortemente identitarie, di una dimensione di gioco popolare e tradizionale che laddove si organizzino campionati italiani e tornei di ampio respiro (europeo o mondiale) può inoltre comportare un’ampia visibilità, anche turistica, del territorio ligure”.

“La proposta di legge che abbiamo approvato oggi in Commissione – aggiungeil vicecapogruppo regionale del Carroccio Paolo Ardenti – ha l’obiettivo di tutelare e valorizzare queste discipline sportive, considerata la loro origine prettamente popolare.Il fronton viene praticato nell’estremo Ponente ligure, ma anche negli Stati Uniti, Francia meridionale, Basso Piemonte e Toscana. Mentre il pallonetto elastico è ancora abbastanza diffuso in molte aree della Liguria Occidentale e negli ultimi anni viene giocato, in particolare, in occasione di manifestazioni estive”.

Entrambi (anzi, tutti e tre, mettiamoci pure Francesca, che baciare fa sempre bene) meritano un bacio in fronte.

Anzi, in fronton.

 

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