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Accettate il Consiglio (68) - Dalla buona politica alla politica buona di Massimiliano Lussana

18 Luglio 2018

Perchè si deve scrivere solo di Malasanità?

Perchè non raccontare che c'è una buona politica che è anche politica buona e che è bipartisan, tripartisan, quadripartisan?

L'abbiamo fatto anche a Stile Artigiano con Matteo Rosso e Luana Bezzi raccontando le battaglie, pure degli artigiani, per fare stare meglio le malate oncologiche, anche solo con una parrucca o un'attenzione particolare, sull'esempio della Valle d'Aosta.

Luca Costi, Giancarlo Grasso, Giampy Badino, Marinella Mantovani e tutti gli altri hanno immediatamente sposato questa idea. Del resto, sono tutti una specie di Cornetto Algida vivente, dal cuore di panna.

Ma non finisce qui, perché nelle ultime settimane la Regione si è occupata di due ottime iniziative.

La prima è la costituzione della rete psoriasica regionale.

E’ stata infatti approvata all’unanimità la mozione presentata da Gabriele Pisani, consigliere del MoVimento Cinque Stelle che fa del sorriso il suo tratto distintivo, con la quale si impegna la Giunta a costituire nei dipartimenti interaziendali regionali un’area dermatologica che effettui un puntuale monitoraggio e una presa in carico della patologia.

Mica finita; perché la mozione impegna la Regione a valutare, inoltre, al fine di migliorare il percorso di cura e la qualità della vita dei pazienti, i criteri con cui attivare il Registro regionale della psoriasi, strumento in grado di fornire informazioni su aspetti di analisi epidemiologica.

Pisani ha rilevato che la psoriasi è una malattia la cui diffusione è sottostimata, un malato su cinque non sa a chi rivolgersi e uno su quattro si cura da solo e solamente nel 15 per cento dei casi il medico di famiglia indirizza i pazienti ai centri specializzati.

Anche in questo caso il "fratellino d'Italia" Matteo Rosso ha condiviso l’iniziativa di Pisani sottolineando che i pazienti non devono essere lasciati soli e che lo stesso deve avvenire per quanti sono colpiti dalle malattie rare.

E per il Pd anche Valter Ferrando ha annunciato il voto favorevole del gruppo segnalando la grande diffusione della patologia, che ha anche riflessi psicologicisui malati.

Claudio Muzio, a nome di Forza Italia, ha ringraziato Pisani per avere portato all’attenzione delConsiglio questo tema rilevando anche le implicazioni psicologiche dellapsoriasi, mentre la capogruppo arancione Lilli Lauroha sottolineato che a Genova e in Liguria cisono professionisti qualificati per curare questa malattia. Sempre riferendosialla Liguria, Lilliha rilevato che si tratta di una patologia curabile dove unruolo positivo e determinante è svolto dalla luce solare.

Poche sedute dopo, il "solito" Matteo Rosso - quasi un Tribunale dei diritti del malato fatto persona - ha presentato un’interrogazione in cui ha chiesto alla Giunta le ragioni per cui sono stati introdotti nuovi camici a suo parere non prettamenteidonei e, in particolare, i motivi per cui sui camici dei medici dell’Ospedale SanMartino è stata cambiata la targhetta identificativa eliminando il cognome.

Rosso ha rilevato che sui camici dei medici del San Martino è stato schermato il cognome del medico, "mentre è importante garantire i diritti del cittadino-paziente di conoscere l’identità del medico, infermiere o operatore sanitario a cui si rivolge".

L’assessore alla Sanità Sonia Viale, che con Matteo Rosso costituisce una sorta di coppia alla Sandra e Raimondo, ha spiegato di avere segnalato i problemi legati ai nuovi camici alla direzione generale del San Martino. Per quanto riguarda i cartellini identificativi l’assessore ha rilevato che chi ha il contatto diretto con i pazienti in ospedale ha il diritto-dovere di farsi riconoscere, ma la vicepresidente della Giunta regionale ha distinto il cartellino identificativo, che deve riportare necessariamente gli estremi perché la persona venga riconosciuta, da quella che è una targhetta posizionata sul camice che serve solamente per una questione di abbinamento del camice alla persona.

Quasi una versione 2.0 de "L'abito non fa il monaco".

Il camice non fa il medico.

 

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