REGIONE: Impianti termici, Falco: “In Liguria iter più snelli per le verifiche”

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06/09/2012

In attesa che si delineino le nuove competenze sui controlli degli impianti domestici oggi di competenza delle Province, la Regione fissa le procedure per gli impianti tra i 3MW e i 10 MW.

 Dal prossimo anno, novità in vista per i controlli periodici di calderine e impianti termici a uso civile. «Con l’abolizione delle Province – spiega Luca Falco, presidente nazionale e regionale degli Impiantisti di Confartigianato – è probabile che, per i Comuni sotto i 40mila abitanti, ci sia un trasferimento di competenze ai municipi nel controllo delle emissioni. Tuttavia ancora non è chiaro come saranno ripartite le future funzioni in questo ambito e quale ente si farà carico di far attuare le disposizioni per i Comuni al di sotto dei 40mila abitanti che oggi fanno riferimento agli enti provinciali».

In attesa che si ridefiniscano le competenze sulle verifiche periodiche degli impianti domestici, sono stati fissati, dalla Regione Liguria, i criteri di applicazione del Testo Unico 152 del 2006 sulle emissioni degli impianti termici civili di potenza termica nominale non inferiore ai 3 milioni di Watt e non superiore ai 10 MW. «Si tratta di impianti di grandi dimensioni – spiega Falco – per intenderci quelli che si possono trovare in un ospedale, in un grande condominio o in un centro produttivo. Le novità introdotte dalla recente delibera di giunta riguardano soprattutto lo snellimento delle procedure di verifica, della gestione e della manutenzione di questi impianti. Al termine di un’approfondita fase di concertazione e di dialogo costruttivo tra il mondo delle imprese del settore e la commissione tecnica regionale incaricata alla stesura della normativa di applicazione del TU 152/2006, sono state recepite le nostre osservazioni tecniche finalizzate alla semplificazione delle procedure di verifica, nella gestione degli impianti e quindi anche delle emissioni. Grazie a un iter burocratico più snello e alla semplificazione nella richiesta di documentazione, saranno possibili controlli in tempi più rapidi con evidenti benefici per le attività produttive e più efficaci dal punto di vista ambientale».

Per quanto riguarda i controlli sul risparmio energetico e la gestione degli impianti domestici, a livello nazionale è in corso di definizione il nuovo libretto di manutenzione. «L’obiettivo – spiega Falco – è arrivare ad avere un libretto univoco in tutta Italia, che converga in un’unica banca dati. L’ottica è sempre quella semplificare e omologare, attraverso l’innovazione tecnologica e l’informatizzazione, la gestione degli impianti su scala nazionale. Inoltre, si prevede che il libretto di manutenzione sia uguale non solo per le caldaie, ma anche per le pompe di calore, i climatizzatori, i pannelli solari e le fonti alternative ottenendo così il risultato di un unico database degli impianti esistenti a livello nazionale

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