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Artigianato ligure, al via l’80% delle imprese

03 Maggio 2020

Sono 34.211 su 42.725, pari all’80,07%, le imprese artigiane liguri che saranno in attività a partire da domani. Grasso (Confartigianato Liguria): «Al via un altro pezzo importante della nostra economia regionale, con entusiasmo e attenzione alla sicurezza. Ora ci aspettiamo che il governo passi dalle promesse ai fatti e aiuti in modo concreto a far ripartire il nostro Paese»

Il nuovo Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte contiene l’elenco delle attività consentite a partire da domani lunedì 4 maggio. Potranno riaprire per esempio le attività del commercio all’ingrosso, del manifatturiero e delle costruzioni, queste ultime dopo l’assaggio dell’ordinanza della Regione Liguria.

Secondo i dati Infocamere del primo trimestre 2020, rielaborati da Confartigianato Liguria, saranno pertanto 34.211 su 42.725 le imprese artigiane e circa 85 mila gli addetti liguri ai nastri di partenza delle loro botteghe domattina, dopo aver avuto questa settimana di tempo per adattarle ai protocolli sicurezza, l’ultimo dei quali sottoscritto a livello nazionale il 24 di aprile.

Per il settore dell’alimentazione al via 1.472 imprese, di cui 767 a Genova, 186 a Imperia, 199 alla Spezia e 320 a Savona. Alcuni mestieri ancora a mezzo servizio, come le pasticcerie e gelaterie che sono ripartite, in Liguria, solamente la settimana scorsa con asporto e consegne a casa.

L’artigianato artistico rappresenta una new entry e, grazie al chiarimento di ieri sera del governo, sollecitato da Confartigianato, anche il codice 90, afferente al restauro conservativo, sarà al via con i suoi 110 artigiani liguri. Sono invece 481 le imprese liguri al via, suddivise tra Genova (217), Imperia (83), La Spezia (59) e Savona (122).

Interamente aperto sarà il settore dell’autoriparazione, anche se con un calo naturale di clienti dovuto alle poche auto per strada. Saranno 942 le imprese a Genova, 319 a Imperia, 124 alla Spezia e 208 a Savona per un totale ligure di 1.593.

L’area artigiana del benessere non vedrà invece al via gli acconciatori e le estetiste, e quindi ci saranno “solo” 509 imprese aperte, di cui 309 a Genova, 66 a Imperia, 54 alla Spezia e 80 a Savona.

Tutto il settore della comunicazione sarà aperto con le sue 493 imprese genovesi, 194 imperiesi, 153 spezzine e 234 savonesi per 1.074 attività liguri.

Aperti anche edili e impiantisti con 18.106 imprese (Genova 8.704, Imperia 3.779, La Spezia 1.897 e Savona 3.726) dei primi e 510 (Genova 228, Imperia 99, La Spezia 144 e Savona 39) dei secondi.

Tutti al via i codici del legno e arredo (Liguria 883, Genova 439, Imperia 162, La Spezia 126, Savona 152), della meccanica di produzione (Liguria 2.748, Genova 1.358, Imperia 404, La Spezia 467, Savona 519), della moda (Liguria 1.055, Genova 595, Imperia 178, La Spezia 122, Savona 160) e dei trasporti e logistica (Liguria 2.178, Genova 1.417, Imperia 220, La Spezia 227, Savona 314).

Sono 1.605 le imprese liguri del settore servizi e terziario, di cui 939 a Genova, 229 a Imperia 167 alla Spezia e 270 a Savona. Gli stabilimenti balneari stanno invece “preparando il terreno”, grazie all’ordinanza regionale, in vista dell’auspicata apertura della stagione turistica.

Altri settori contano 835 imprese a Genova, 354 a Imperia, 309 alla Spezia e 389 a Savona per un totale ligure di 1887 imprese.

«Al via domani un altro pezzo importante del nostro tessuto produttivo regionale, – commenta Giancarlo Grasso, presidente Confartigianato Liguria – con entusiasmo e attenzione alle norme sulla sicurezza. Apprezziamo la correzione in corsa del governo, su nostra sollecitazione, che consentirà l’apertura anche del codice 90, afferente al restauro conservativo, ed auspichiamo che sia trovata una soluzione per le nostre imprese dell’acconciatura e dell’estetica, che hanno anche preparato un attento protocollo da seguire per garantire la salute propria e dei clienti. Ora però ci aspettiamo che il governo passi dalle promesse ai fatti e aiuti in modo concreto le piccole imprese che stanno impegnandosi al massimo per garantire la ripartenza del nostro Paese».

 

In allegato la lista codici Ateco delle imprese operative dal 4 maggio

 

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