Per dispositivo medico impiantabile attivo (DMIA) si intende un dispositivo medico attivo (che si basa su energia elettrica o su fonte di energia diversa da quella prodotta direttamente dal corpo umano o dalla gravità), destinato ad essere impiantato, interamente o parzialmente, mediante intervento chirurgico o medico, nel corpo umano. Esempi di DMIA sono:
- stimolatori cardiaci;
- defibrillatori;
- impianti cocleari;
- impianti al tronco encefalico;
- protesi dell’orecchio interno;
- neurostimolatori;
- pompe per l’infusione di farmaci;
- impianti retinici.
Per i dispositivi medici indossabili (DMI) non esiste una definizione specifica, questi rientrano nella definizione generale di dispositivo medico. Esempi di DMI sono:
- misuratori di glicemia;
- microinfusori di farmaci (e.g. insulina);
- apparecchi acustici;
- sistemi di monitoraggio dell’attività cardiaca;
- protesi articolari esterne;
- esoscheletri.
Tutti i DMIA o DMI sono progettati e fabbricati in modo tale da eliminare o ridurre al minimo i rischi connessi con condizioni ambientali ragionevolmente prevedibili, in particolare quelli connessi con i campi magnetici, elettrici ed elettromagnetici esterni, e con le scariche elettrostatiche. È compito del datore di lavoro individuare i potenziali rischi, valutarli e mettere in atto le misure di protezione specifiche in grado di mitigarli.
La valutazione dei rischi può essere quindi effettuata attraverso una procedura guidata sul sito WebNir [clicca qui], ovvero sul portale per la valutazione dell'esposizione occupazionale alle radiazioni non ionizzanti.
Per informazioni, per chiarimenti o per approfondire la tua situazione puoi contattare i numeri 0187.286632-53 o 371.4984585 o scrivere a sicurart@confartigianato.laspezia.it.
Dispositivi medici impiantabili e indossabili
Tempo di lettura: 2 minuti
12/10/2026




